Classificazione:
Fandango: Distribuzione - Produzione - Sales
Prodotto da: Domenico Procacci e Laura Paolucci
Una produzione: Fandango con Rai Cinema In associazione con Luce Cinecittà
Genere: Documentario
Durata: 84' min
Paese: Italia
Lingua: Italiano
Regia Francesca Archibugi
Scritto e diretto da Francesca Archibugi
Montaggio Jacopo Quadri, Isabella Guglielmi
Produttrice Esecutiva Eleonora Savi
Fotografia Daria D’Antonio
Musiche Battista Lena
Con Olga Basso, Paola Basso, Sofia Basso, Maria Consagra, Angela Mioni De Carlo, Gabriella Di Milia, Silvia Fabro, Anna Maria Gehnyei, Silvia Giambrone, Laura Iamurri, Battista Lena, Ludovica Lena, Vittorio Lonzi, Maria Edgarda Marcucci, Nanni Moretti, Roberta Paoletti, Giulio Paolini, Suzanne Santoro, Giulia Siverio, Carla Subrizi, Paola Ugolini, Paola Volpi, Giovanna Zapperi
C’è in Lonzi la radice del «femminismo italiano» ha scritto la filosofa belga Ida Dominijanni «Lonzi non era filosofa, ma lo sapeva fare: estraeva concetti, duraturi, dall’esperienza contingente».
Mentre stava ricevendo i massimi riconoscimenti come giovane critica d’arte, Carla Lonzi ha messo in atto un cambio di prospettiva. Si è accorta che quella professione le conferiva un potere pericoloso nei confronti degli artisti.
È uscita dal ruolo che avrebbe dovuto assumere, nella cultura, nelle istituzioni.
Voleva essere diversa. Si sentiva diversa. Cercò di andare al fondo di questa sensazione, della differenza femminile, rigettando l’uguaglianza propugnata all’epoca. Uscì, di fatto, anche dal femminismo. E fu, come Carla stessa scrisse, «uno sconquasso» e anche «una festa».
Fondò insieme a Carla Accardi ed Elvira Banotti il gruppo di Rivolta Femminile, pubblicò Sputiamo su Hegel, e divenne uno dei punti di partenza in Italia di quello che poi sarebbe diventato il Pensiero della Differenza.
Accanto alla figura pubblica, considerata così intransigente, c’è da raccontare anche la figura privata, affascinante e contraddittoria. La dolcezza e la fragilità esistenziale, la dipendenza dal compagno, cioè dall’uomo, il suo legame complesso con la maternità, il doloroso rapporto con le altre donne, nello sbudellamento collettivo che è stata la pratica dell’autocoscienza.
Attraverso archivi preziosi e inediti, la regista Francesca Archibugi, che ha un forte legame personale con Lonzi, porta per la prima volta sullo schermo la sua storia pubblica e privata, il suo pensiero e la sua eredità, fondamentali per capire ciò che le donne di tutto il mondo stanno, ancora oggi, vivendo e combattendo.