Scritto e diretto Arto Paragamian Produttore Arnie Gelbart Organizzatore Ian Whitehead Direttore della fotografia Norayr Kasher Montatore Alain Baril Scenografo Anne Pritchard Autore delle Musiche Milan Kymlicka Costumista Odette Gadoury Direttore di produzione Francois Silvestre 1° Assistente alla regia Mireille Goulet 2° Assistente alla regia Claude Dallaire 3° Assistenti alla regia Auree Tommi-Lepage Kathleen Hamel Casting director Andrea Kenyon – Myriam Vezina Truccatore Beatrix Serra Parrucchiere Ron Rolfe
Benjamin – John Turturro Jeremiah – Oleg Kisseliov Amanda – Katherine Borowitz Direttore del Museo – Julian Richings Padre di Benjamin – Carl Alacchi Madre di Benjamin – Pascale Devigne Dr. Maeder – Jayne Heitmeyer Daphne – Vanya Rose Avvocato – Sabrina Husher Studente – Matt Holand Frank – Paul Rainville Collega – Noel Burton Donna – Maria Bircher Donna Anziana – Bab’s Gadbois Marito – Steve Adams Moglie – Susan Glover Eleanor – Giovanna Carruba Margarette – Lisa Bronwyn Moore Cameriere – Arto Paragamian Balia – Sonia Dube Benjamin bambino – Thalia Murillo Zia – Sheena Larkin Benjamin a 4-6 anni – Tony Jr. Bentivegna Prete Armeno – Garo Armen Ishkahanian Walter Dargis – Dean Hagopian Philip Carlile – Arthur Holden Ufficiale – Richard Jutras Ufficiale dell’aeroporto di Yerevan – Tony Calabretta Ufficiali di dogana – Michael Weir -Tom Chambers
John Turturro è Benjamin, un brillante paleontologo a cui viene diagnosticata una malattia sconosciuta che provoca un bizzarro rigonfiamento del cervello e gli lascia sei settimane di vita. Amici preoccupati, fantasmi litigiosi e un tumulto di ricordi trasformano i tentativi di Benjamin di godersi i giorni che gli restano da vivere in un fallimento. Oleg Kisseliov fa la parte di Jeremiah, il migliore, fedelissimo, amico di Benjamin, e Katherine Borowitz recita nel ruolo di Amanda, la ex-moglie di Benjamin, la cui vita si trasforma in un caos a causa della disgrazia che lo ha colpito. “I fossili sono per la terra quello che i ricordi sono per la mente. Impressioni, imprinting di cose che vivevano, crescevano e combattevano, solo per poi affrontare la morte e perdere. Perfino la terra si sta muovendo lentamente sotto di noi, fluida e non permanente. Tutto passa, tutto muore. La vita è ordinaria.” – Arto Paragamian Benjamin Kasparian (John Turturro) è un brillante paleontologo in questa commedia sulla vita, la morte, i ricordi e i fossili. Quando è in procinto di fare una scoperta importantissima viene a sapere di avere una malattia sconosciuta che provoca un bizzarro rigonfiamento del cervello. È fatale. Tra cinque settimane sarà morto. Dopo aver studiato per anni l’estinzione, è arrivata per lui la prova definitiva: affrontare la propria mortalità. Sconvolto dalla notizia, Benjamin riceve la prima di una ricorrente serie di “visite” da parte dei suoi genitori morti da molto tempo. Per loro la morte non è la fine del mondo. Lo informano allegramente che la sua morte non riveste un significato particolare nel grande schema delle cose. Prendendo a cuore queste parole, Benjamin si prepara a vivere – e a vivere la vita in pieno. Da questo momento in poi vedrà la cosa con senso dell’umorismo. Questo atteggiamento potrebbe funzionare – se non fosse per i suoi amici. La ex-moglie di Benjamin, Amanda (Katherine Borowitz), il suo migliore amico Jeremiah (Oleg Kisseliov), e il suo collega, il Direttore del Museo (Julian Richings), non riescono a immaginare un mondo senza di lui. Infatti, si rifiutano di accettarlo, rendendo gli ultimi giorni preziosi di Benjamin un vero inferno. Quindi i suoi amici si comportano da pazzi: il suo dottore fa dei folli tentativi di clonare il suo cervello per il bene della ricerca, e un’irresistibile giovane donna di nome Daphne (Vanya Rose) sta cercando di avere una relazione con lui. Mentre attraversa la vita così caoticamente velocizzata, Benjamin continua ad avere flash back del suo passato. Quando ricorda che i genitori volevano essere seppelliti in Armenia, si impegna e riesumarli illegalmente e a trasportare i loro resti. Ma anche questo va di traverso. Tutto quello che poteva andare male è andato male, e proprio quando non rimane più nessuna speranza – arriva l’amnesia, il sintomo finale. Benjamin è improvvisamente uno straniero nella propria vita, come se, al momento giusto, fosse rinato.