Antologia di canzoni, sketch e parodie

Quartetto Cetra
Quartetto Cetra
“Antologia di canzoni, sketch e parodie”

2 dvd + 1 libro
Curato da Enrico de Angelis e Carlo Savona

“Quartetto Cetra: Antologia di canzoni, sketch e parodie” è un opera che rientra in una serie di pubblicazioni (Giorgio Gaber Anni 60, 70 e 80, “Luigi Tenco: Per la testa grandi idee”) realizzate da Radiofandango in collaborazione con la Rai e la Fondazione Gaber. Si tratta di un ricco cofanetto costituito da un libro e due DVD che rappresentano la prima videoantologia in DVD dedicata al Quartetto Cetra con oltre tre ore e mezza di straordinari filmati selezionati tra i materiali storici degli archivi Rai grazie a un meticoloso lavoro di ricerca e recupero compiuto dalla neonata Associazione Quartetto Cetra. Il libro consta di 128 pagine a colori, a cura di Enrico de Angelis, con il commento di tutte le clip dei dvd, notizie biografiche e aneddoti sullo storico quartetto nonché un ampio repertorio iconografico fatto di immagini tratte dagli archivi privati dei componenti del Quartetto Cetra. Scrive de Angelis: “I Cetra sono stati la musica del nostro Paese per mezzo secolo, e con la musica sono stati capaci di rappresentare la storia di tutti noi seguendola passo passo, fin dagli anni Quaranta. Con acutezza, garbo, eleganza ma soprattutto humour e ironia”.

Quartetto Cetra
“Antologia di canzoni, sketch e parodie”
 
Presentazione di Carlo Savona

Quando Lucia Mannucci, mia madre, entrò a far parte del Quartetto Cetra era il 1947 e non avevo ancora compiuto un anno.  Per tutti gli anni che son seguiti, e anche adesso, mi sono sentito definire “il figlio del Quartetto Cetra” perché del Quartetto facevano parte tutti e due i miei genitori.  Nella mia normalissima vita Lucia e Virgilio sono mia madre e mio padre, e Tata e Felice due affezionati e simpatici amici di famiglia, quasi due zii. Ma quando qualcuno scopre casualmente la mia discendenza leggo sempre nei suoi occhi  un entusiasmo e una ammirazione per questi genitori e questi zii che spesso mi mette in imbarazzo perché: sì, ho sempre seguito e saputo quale fosse il loro lavoro ma, a lungo, non ho potuto o saputo comprenderne la qualità e l’importanza.  C’è voluto un bel po’ di tempo e molti anni per scoprire chi fossero i Cetra. Chi fossero nella canzone italiana, nella storia del teatro di rivista, della radio e della televisione (ma hanno fatto anche del cinema e, naturalmente, “Carosello”). E quando ho cominciato a comprenderlo, visto che erano anche parenti stretti, mi sono tuffato nella loro storia, nel loro lavoro e nella loro arte.  Fortuna che c’è la televisione e che le Teche Rai, a parte qualche trasmissione o spezzone andati persi, conservano gran parte delle loro apparizioni in TV, perché così ho potuto risentire e rivedere canzoni dei tempi della rivista che allora, senza rendermene conto, avevo avuto il privilegio di vedere da dietro le quinte dei teatri. Ma ho potuto rivedere anche le puntate di Buone Vacanze, di Giardino d’Inverno e di Studio Uno perché negli studioli del Centro Salario a Roma e di corso Sempione a Milano ho visto con ostinata meticolosità tutto il vedibile: ore ed ore di registrazioni per intere settimane scoprendo trasmissioni dei Cetra a me sconosciute, divertendomi sinceramente e ridendo di gusto.  Questo lungo viaggio è stato quindi anche una affascinante scoperta di cose mai viste perché dopo i video ho iniziato a frugare tra i dischi, le foto, gli articoli e i documenti conservati nell’archivio dei Cetra rendendomi via via conto di quanto lavoro – e di che qualità – i nostri quattro amici abbiano fatto nei loro quasi 50 anni di attività. Questo importante patrimonio di canzoni, sketch, parodie e cabaret va assolutamente conservato e riproposto per far ricordare e riscoprire al suo pubblico la straordinaria bravura, l’eleganza e professionalità del Quartetto Cetra ma anche e soprattutto per farne conoscere e apprezzare il talento anche ai più giovani.  Ecco quindi a voi la prima antologia del Quartetto Cetra in DVD che è anche il primo progetto realizzato dall’Associazione Quartetto Cetra nata proprio per realizzare gli scopi citati sopra.  Nei due dischi troverete circa tre ore e mezzo di filmati selezionati con grande difficoltà perché troppi, bellissimi e divertenti, sono quelli che si sono dovuti tralasciare per i limiti imposti dallo spazio nei DVD.  Vi auguro una buona visione e buon divertimento con le pagine e le immagini di questo libro che, con l’aiuto dell’amico Enrico de Angelis, ci fa ripercorrere anche un poco della storia dei Cetra dalle lontane origini del 1941 fino al tributo, reso nel 2006 dal Club Tenco, a Virgilio Savona e al Quartetto Cetra.   Carlo Savona Associazione Quartetto Cetra


Introduzione di Enrico de Angelis

 Tu per me sei una musica… canta il Quartetto Cetra ad ogni sigla dei capitoli del presente dvd. Noi lo giriamo a loro, questo complimento, perché di complimento, e altissimo, si tratta: a Lucia Mannucci, a Felice Chiusano, a Tata Giacobetti e a Virgilio Savona. I Cetra sono stati la musica del nostro Paese per mezzo secolo, e con la musica sono stati capaci di rappresentare la storia di tutti noi seguendola passo passo, fin dagli anni Quaranta, percorrendola lungo vari filoni, attraverso mille episodi grandi e piccoli, riferendosi ai più diversi aspetti della vita comune. Con acutezza, garbo, eleganza ma soprattutto humour e ironia, hanno usato la canzone per parlare di memorie collettive, di vezzi di costume, di modelli culturali, di problematiche sociali, di radici locali o di esotismo, di letteratura, di cinema, di televisione, di mass media, di sport, di infanzia, di femminilità… Un ruolo a suo modo politico nel senso più elevato del termine. Non direttamente “politico”, ma inteso come rappresentazione ragionata e critica del nostro tempo. Inventandosi storie e personaggi, sì, ma procedendo paralleli agli accadimenti reali, magari ricavandoli da notizie di giornale. E sempre, o quasi, col sorriso sulle labbra. Non solo, ma hanno usato la musica e la canzone anche per parlare di musica e di canzone. Nessun artista in Italia ha mai saputo offrire lo spettacolo dello spettacolo in maniera così sistematica e sottile, specchiando il proprio mondo nel proprio repertorio, compresi se stessi, addirittura personalmente, uno ad uno. Per esempio in quel coerente epilogo artistico che è, a metà anni Ottanta, “Una lunga tastiera”, quando con una serie di nuove sorprendenti canzoni hanno ripercorso con ineffabile facilità e felicità di lettura, su disco e in tv, l’intera propria storia. Con queste premesse, potete immaginare quanto sia stato arduo confezionare questa testimonianza visiva che avete in mano, e non serve più di tanto che il dvd sia doppio. Il materiale del Quartetto Cetra che è tuttora conservato alla Rai è infinito, per non parlare di quel che è andato perduto. Carlo Savona si è immerso in una ricerca colossale nelle Teche Rai, e non sappiamo se invidiarlo per essersela spassata a guardare 50 ore di Quartetto Cetra in video o se compiangerlo per aver dovuto affrontare l’improbo compito di selezionare “solo qualcosa” per il tempo che un doppio dvd ci autorizza. Ci si consola confidando in un prosieguo di questa ricostruzione, che stavolta si è limitata a pescare nelle esibizioni dei quattro Cetra da soli, senza gli innumerevoli ospiti che in tanti anni di televisione hanno ricorrentemente avuto con sé. La selezione finale è comunque di una bellezza strepitosa. Prevalentemente in bianco e nero, ma di quel bellissimo lucido e limpido bianco e nero che ha contrassegnato, per esempio, tanto cinema del dopoguerra. Ed è un peccato che la tv italiana sia più giovane del Quartetto e non possa quindi restituirci anche i loro anni Quaranta e i primi Cinquanta. Dalla visione esce palese e clamorosa la cura con cui ogni apparizione televisiva veniva preparata e realizzata. Per la tv attuale è fantascienza. Oggi non si chiede alcun requisito per apparire sul piccolo schermo. Allora lo studio preliminare di ogni singolo numero era tale da non permettere un minimo sgarro, per esempio nel perfetto equilibrio tra loro, tra i quattro personaggi di questo teatrino durato cinquant’anni. Il patrimonio visivo e di conseguenza il libro che avete in mano è stato raggruppato in vari filoni. Si comincia con la rivista e la commedia musicale anni Cinquanta, palestra superlativa per la crescita teatral-musicale di mille artisti. Con un occhio al musical americano, certo, ma poi formatasi inconfondibilmente come genere tutto italiano, alla Garinei-Giovannini insomma. Abbiamo forse perso memoria di quante amate canzoni siano nate o cresciute sul palcoscenico, e se purtroppo la videoregistrazione non era ancora nata sì da poter documentare le reali rappresentazioni teatrali, fortunatamente cinema e (nel nostro caso) televisione ce ne hanno fornito credibili ricostruzioni. È innanzitutto qui che i Cetra sviluppano sia un gusto musicale sopraffino, per lo più virato a swing (trovandosi a contatto con maestri quali Gorni Kramer), sia la vocazione scenica che li porterà in breve a fondare di fatto qualcosa che sarà poi chiamato teatro-canzone (non a caso la Fondazione Gaber è partner in questa pubblicazione…). Anzi, per loro si può parlare, in senso anche più lato, di canzone-spettacolo. Già negli anni Quaranta Radames e Il Visconte di Castelfombrone erano il preludio di un orientamento che poi con l’entrata di Lucia Mannucci ha trovato in questa centrale presenza femminile un elemento chiave e determinante, maturo fin dall’esordio (basterebbe guardare in certi filmati Incom del 1947 le loro prime parodie musicali sceneggiate, come Mama, non m’ama o Crapa pelada). Se il secondo capitolo è dedicato alle canzoni di Sanremo… ciò non tragga in inganno. Se c’è qualcosa in realtà di lontano dalle logiche festivaliere è il Quartetto Cetra. Come raccontiamo nel testo del libro, l’approccio alle melense canzoni di Sanremo è stato subito l’unico possibile per quattro teste come queste: l’ironia. Le canzoni in smoking e manina sul cuore che vedevamo sul palco del Salone delle Feste del Casino Municipale di Sanremo… attraverso di loro ci tornavano depurate, asciugate, messe sotto spirito. Sì che, dopo il primo “colpo”, i quattro a Sanremo non si sono più visti. Satira, dunque, si è capito. Ed ecco il terzo capitolo. Vocazione umoristica e vocazione teatrale producono insieme qualcosa che precorre e percorre il cabaret: tra nonsense (il Concerto per pianoforte e trombe d’auto) e polemica di costume (La ballata del critico tv), o tutte e due le cose insieme (Il testamento del toro). Il quarto capitolo avrebbe potuto occupare un intero dvd: la canzone per l’infanzia, che il Quartetto ha sempre perseguito con intelligenza e senza retorica, da Nella vecchia fattoria a Il cammello e il dromedario, da Walt Disney a Gianni Rodari. L’ironia nella sua forma più compiuta e avanzata genera la parodia, campo per eccellenza del Quartetto Cetra. Inizia così il secondo dvd, gironzolando tra Sudamerica, Giappone, Usa, Egitto e Parigi. È l’embrione della memorabile “Biblioteca di Studio Uno” a cui si potrebbe dedicare, come è stato fatto, un’intera collana di volumi e a cui dedichiamo invece un solo succoso capitolo. Altrettanto omogeneo il capitolo successivo, tutto ricavato da “Non cantare, spara!”, titolo inquietante per un’innocua ma originalissima serie televisiva tutta girata in esterni su pellicola. Le rare testimonianze a colori sono raccolte nel quarto capitolo del secondo dvd, e poi gran finale con gli “Extra” che sono serviti a non tralasciare alcune cose particolari: una ricostruzione anni ’50 degli esordi del decennio precedente, quando il quartetto era ancora tutto maschile perché invece che Lucia vi militava Enrico De Angelis (curioso destino che a scrivere queste note sia un omonimo che, vi assicuro, non gode di alcuna lontana relazione di parentela con quell’artista); una carrellata di “mode musicali” di cui, come abbiamo sottolineato, i Cetra si sono sempre ingegnosamente appropriati; e una formidabile imitazione di celebri gruppi vocali internazionali attraverso le canzoni di “Biancaneve e i sette nani”, in una combinazione davvero inopinata. Il libro vi accompagnerà lungo la visione delle immagini come un “testo a fronte”. Esattamente come il dvd, quindi, non sarà l’ordinato ed esaustivo percorso cronologico dell’intera storia dei Cetra (quanto altro si sarebbe potuto dire!), bensì un corredo di informazioni e commenti agli spezzoni televisivi; informazioni spesso di prima mano, attinte cioè dalla memoria diretta dei protagonisti, in particolare Virgilio Savona. Ma ricostruendo questa miriade di input come in un puzzle, il quadro complessivo di questo bel gruppetto di artisti risulterà avvincente e avvolgente, versatile e caleidoscopico, più che sufficiente a capire in che razza di talenti ci siamo imbattuti. Visto, letto e approvato tutto, vien da chiedersi: ma quante cose hanno fatto questi quattro in una vita?  Enrico de Angelis