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LA SCOMPARSA DI LAUREN ARMSTRONG
Gaia Manzini
“Una scrittura affilata che non affonda ma graffia, che non cerca effetti speciali ma lascia l’inquietudine di un’incertezza.”
Corriere della Sera
È nata un’autentica nuova scrittrice.
Alessandro Piperno
Le storie di Gaia Manzini sono il nuovo lessico familiare.
L’Unità
Corriere della Sera
È nata un’autentica nuova scrittrice.
Alessandro Piperno
Le storie di Gaia Manzini sono il nuovo lessico familiare.
L’Unità
Sinossi
LA SCOMPARSA DI LAUREN ARMSTRONG di Gaia manziniPossiamo lasciare tutto e sparire nel nulla nell’era dei social network e nella civiltà dell’immagine?
Di Lauren Armstrong nessuna traccia, se non i pochi e impercettibili indizi lasciati nel suo ultimo film. Una delle più luminose star del cinema mondiale scompare così, all’improvviso, dalle scene e dal suo mondo, senza che nessuno sappia dire dove sia andata. Un esilio volontario che si carica di mistero. Eva Loi, la sua giovane doppiatrice italiana, viene travolta dalla notizia in una giornata inquieta, strana, una di quelle in cui le capita di interrogarsi sulla propria vita, sul passato e su Vittorio, l’uomo che le è accanto ma che lei sente sempre più inadeguato. D’un tratto non ha più film da doppiare, espressioni da imitare, distrazioni mondane che facciano risplendere la sua grigia esistenza. Solo un brusco ritorno alla realtà e a un passato mai completamente rimosso. Non saprebbe dirlo a parole, ma quel viaggio a ritroso è una discesa verso qualcosa di buio e indefinibile. In quel buio incrocia sua madre, Ella. Una donna fuori dal comune, molto diversa da Eva, inquieta, misteriosa, malata di leucemia. L’unica cosa che le unisce sembra essere la compatibilità di midollo osseo per la donazione. E quella storia, che si ripete. Perché anche Ella, come Lauren, ha tentato di sparire nel nulla nascondendosi a Berlino, insoddisfatta della sua vita familiare. Era il 1989, l’autunno in cui cadeva il Muro. Lì ha lasciato una scia di relazioni e amicizie che vent’anni dopo Eva proverà a ricostruire.
Un romanzo denso, dalla scrittura asciutta che non perde mai il controllo e ci costringe a domandarci se, come scriveva Baudrillard, le stelle non brillino per il loro talento, ma per la loro assenza.






















GLI SFIORATI