#FINCHÉVIVRÒ Il Manuale di chi tifa Fiorentina

ANDREA BAIANCHI, STEFANO CAPPELLINI

Giornalisti, blogger, scrittori e autori tra i più noti alle proprie tifoserie, ricostruiscono pregi e difetti della propria fede. Smontando i tanti luoghi comuni sulle appartenenze calcistiche.


Sinossi

La Fiorentina ha tifosi in ogni angolo del Paese nonostante il suo palmares sia lontano da quelli dei club che vincono abitualmente e attirano gli amori distratti dei tifosi più conformisti. Il che non significa che quello per la Viola sia un culto consacrato solo da sconfitte. Al contrario, dalla fondazione nel 1926, la storia della Fiorentina è segnata da grandi successi. Il formidabile  quadrone di Julinho e Montuori che vinse lo scudetto nel ’56 e perse la Coppa dei Campioni solo in finale, contro il grande Real Madrid di Gento e Di Stefano. La prima squadra italiana a vincere una coppa europea, tra le poche ad aver disputato la finalissima di tutte le competizioni continentali. Certo, poi ci sono le tante occasioni perdute, le sconfitte amare, le (poche) retrocessioni. Colpi che hanno scosso la comunità viola, ma non l’hanno mai dispersa, anzi, l’hanno rafforzata, sempre.

 

“A parole, tutti o quasi i tifosi di calcio rivendicano l’unicità della loro squadra e della passione che per lei provano. Nei fatti, sono poche le tifoserie cui è dato davvero vivere un amore esclusivo, totale, accecante. I tifosi della Fiorentina sanno di avere questo privilegio, fin dal colore della maglia che amano, quel viola indossato da un’unica squadra al mondo: la loro.”

 


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Note

Andrea Bianchi, è nato a Roma nel 1963. Giornalista, ha lavorato per molti anni al “manifesto” come notista politico e, successivamente, come caporedattore centrale. Sul finire del secolo scorso è stato tra i fondatori del Club “Penne Viola”. Attualmente è direttore del Gruppo del Partito Democratico in Senato. Dall’età di 6 anni ha il privilegio di adorare il colore viola. Stefano Cappellini è nato a Catania nel 1974. Giornalista e autore televisivo, attualmente è caporedattore centrale del quotidiano Il Messaggero. Ha lavorato per Il RiformistaLa RepubblicaLiberazione. Ha iniziato a tifare per la Fiorentina in tempo per assistere al furto dello scudetto del 1982 i cui responsabili, pur vestendo già la divisa con i colori dei galeotti, non hanno mai scontato alcuna pena.