Ultime Produzioni
- ROMANTICIDIO
di Carolina Cutolo - I SENTIMENTALI
di Johanna Skibsrud - SARANNO INFAMI
di Alberto Paleari - AFFARI NOSTRI
di Claudio Tognonato - I PAPPAGALLI
di Filippo Bologna - UN POSTO CHIAMATO OREJA DE PERRO
di Ivan Thays - L'AMORE IN PIU'
di Elisabeth Batinter - LA DEMOCRAZIA MAGICA
di Franco Cordelli
Dal 13 ottobre in tutte le librerie e sul fandango store
DOPPIO GIOCO
Horacio Verbitsky
“Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia; il
resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare
testimonianza e, pertanto, essere molesto.”
Horacio Verbitsky (Definizione di “Giornalismo” da Wikiquote)
Horacio Verbitsky (Definizione di “Giornalismo” da Wikiquote)
Sinossi
A partire dal Golpe del marzo 1976, il sanguinario Golem castrense a capo della dittatura militare che ha sconvolto l’Argentina degli anni Settanta, ha iniziato a sequestrare, torturare e assassinare anche vescovi, curati, preti, seminaristi e laici sorprendendo non poco uno dei suoi più fidati e potenti sostenitori: la Chiesa Cattolica Romana rappresentata dalla Conferenza Episcopale Argentina ai suoi massimi vertici.I generali iniziarono a proibire edizioni della Bibbia e del catechismo, chiusero scuole cattoliche e arrestarono i docenti mentre in tutto il paese calava il terrore. Mariano Grondona, un intellettuale vicino alle posizione dei golpisti, supplicò sia i generali che i vescovi di non costringere il popolo a scegliere fra le due forze, “l’Argentina è cattolica e militare” e un conflitto aperto “spezzerebbe il paese in due delle sue parti costitutive”.
Questo libro dà conto del Doppio Gioco in cui entrambe le parti incorsero per soddisfare le loro esigenze. Verbitsky penetra, con una incontrovertibile documentazione ecclesiastica, diplomatica e militare, nel profondo dell’ampio ambiente ecclesiale: i moderati, come il Nunzio Pio Laghi, che giocava a tennis con Massera, il presidente dell’Episcopato Primatesta, che secondo fonti accreditate dell’autore, ha presentato al governo liste di professori e alunni delle scuole cattoliche da sequestrare; i vescovi Laguna e Galan, che si sedevano a tavola con i delegati della Giunta Militare ogni mese dell’interminabile dittatura, a dispetto dell’inutilità di questi pranzi. Per la prima volta si stabilisce senza ombra di dubbio che l’Episcopato era sempre e costantemente informato della politica di sparizione e assassinio delle persone da parte della dittatura.
In parte per paura e in parte per una condivisa ideologia sulla sicurezza nazionale, la Conferenza Episcopale Argentina omise di denunciare apertamente la Giunta e fraternizzò con i criminali, mentre si rif iutava di ricevere i famigliari delle vittime, che come un coro civile facevano da tragico contrappunto alle riunioni episcopali.
“Io non sono un profeta del castigo, però considero la situazione molto grave, molto seria e non possiamo
calmarci con le buone parole, adesso dobbiamo agire... Potrebbe darsi che il rimedio sarà altrettanto duro,
perché la mano sinistra di Dio, si dice sia paterna, ma può essere molto dolorosa.”
Raul Francisco Primatesta, Arcivescovo di Cordoba. Dicembre 1975
espandi
Note
Horacio Verbitsky (1942). Editorialista politico del quotidiano argentino Pagina/12. Molti dei suoi quindici libri hanno contribuito a porre al centro del dibattito pubblico temi come l’intreccio corrotto tra classe politica e poteri economici, Robo para la Corona, la manipolazione politica della giustizia, Hacer la Corte, le responsabilità del vicariato castrense nella guerra sporca, Il volo (Feltrinelli 1996:Fandango Libri 2006), il ruolo della Chiesa negli anni della dittatura, L’isola del silenzio (Fandango Libri 2006). È presidente del Centro de Estudios Legales y Sociales (CELS), membro del Consejo Rector de la Fundacion Nuevo Periodismo Iberoamericano presieduto da Gabriel García Márquez, del comitato direttivo di Human Rights Watch/Americas e dell’International Consortium of Investigative Journalists.In Evidenza
-
ROMANTICIDIO di Carolina CutoloVenerdì 18 Maggio a Fandango Incontro -
Al via le riprese del nuovo film con Antonio AlbaneseVenerdì 4 maggio prendono il via le riprese della nuova commedia con Antonio Albanese per la regia di Giulio Manfredonia dal titolo “Tutto tutto e niente niente”. -
Fandango Editore al Salone del Libro di TorinoIncontri con Fandango Editrice al salone del libro






















