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Cast Tecnico
REGIA SUSANNA NICCHIARELLI
SCENEGGIATURA SUSANNA NICCHIARELLI e TERESA CIABATTI
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA GHERARDO GOSSI
MONTAGGIO STEFANO CRAVERO
SCENOGRAFIA ALESSANDRO VANNUCCI
COSTUMI FRANCESCA CASCIELLO
SUONO MARICETTA LOMBARDO
MUSICHE GATTO CILIEGIA E IL GRANDE FREDDO, MAX CASACCI
ORGANIZZATORE GENERALE GIAN LUCA CHIARETTI
DIRETTORE DI PRODUZIONE MICHELA ROSSI
AIUTO REGISTA DAVID MARIA PUTORTI’
PRODOTTO DA DOMENICO PROCACCI
Cast Artistico
CLAUDIA PANDOLFI Rosalba
SERGIO RUBINI Armando
MIRIANA RASCHILLA’ Luciana
PIETRO DEL GIUDICE Arturo
SUSANNA NICCHIARELLI Marisa
ANGELO ORLANDO Leonardo
Italia, 2008
Colore - 35 mm
Durata 85 min
Cosmonauta
Susanna Nicchiarelli
un film di Susanna Nicchiarelli
con Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Angelo Orlando
e Susanna Nicchiarelli
e per la prima volta sullo schermo Miriana Raschillà
una produzione Fandango in collaborazione con Rai Cinema
Sinossi
È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, che vive in un mondo tutto suo, forse per colpa delle medicine che prende per l’epilessia … è fissato con l’Unione Sovietica e soprattutto con la corsa allo spazio, tanto che parla solo di quello, e crescendo Luciana comincia a vergognarsi di questo fratellone un po’ bizzarro. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare: Luciana non sopporta il patrigno, la sua casa, i suoi soldi, e il modo in cui cerca di farle da padre. A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti, combinando guai a più non posso … La verità però è che nel 1963, anche fra comunisti, avere più di un fidanzato e rubare il ragazzo a una compagna sono cose che non si fanno, e Luciana è troppo aggressiva, troppo impulsiva, troppo spregiudicata. Quando riceverà la condanna da parte dei compagni adulti della sezione, suo fratello non sarà più accanto a lei come quando erano piccoli per sostenerla e consolarla. Allora Luciana, come Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, dovrà fare tutto da sé.Note
L’epoca nella quale è ambientato il film è un’epoca finita, dimenticata: le passioni politiche che l’animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di “corsa allo spazio” oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future. Un’ambientazione storica così sconosciuta e al tempo stesso così vicina nel tempo contribuisce a dare una veste fiabesca ed irreale ad una vicenda come quella di Luciana, una storia di formazione, una parabola tipica dell’adolescenza: lo spettatore che sa com’è andata a finire la Guerra Fredda non potrà che prendere le distanze dai sogni di Luciana e Arturo, e questo gli permetterà di vedere con più leggerezza ed ironia le ingenuità e le illusioni dei due protagonisti. Tuttavia, il film cerca di andare al di là della mera ricostruzione storica, che rischiava di apparire fine a se stessa e didascalica. La volontà era invece proprio quella di raccontare, attraverso un’ ambientazione così particolare, una specie di favola senza tempo, dove i sogni di conquista dei cosmonauti (presenti con i loro volti e i loro sorrisi nel montaggio del materiale di repertorio) s’incrociassero con quelli dei ragazzi, ricreando quell’atmosfera di fascinazione e d’incanto tipica degli anni dell’adolescenza. Avvicinando poi la musica ai gusti dei ragazzi che oggi hanno l’età di Luciana, grazie all’atmosfera creata in combinazione con le scenografie, i costumi e la fotografia, ho cercato di dare alla storia delle caratteristiche più “universali”, per attualizzare il passato, o meglio per vederlo sempre con gli occhi del presente, combinando così elementi e colori dell’epoca con una musica con sonorità pi che contemporanee (e mi riferisco sia alle cover delle canzoni anni Sessanta prodotte e supervisionate da Max Casacci dei Subsonica, che alle musiche strumentali dei Gatto Ciliegia).espandi
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