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Oro Colato

Edoardo Albinati
Otto lezioni sulla materia della scrittura

Sinossi

ORO COLATO

Otto lezioni sulla materia della scrittura

di

EDOARDO ALBINATI

 

Oro colato è il libro per chi ama la letteratura,

per chi la legge, la scrive o aspira a scriverla.

Ma si rivolge anche a chi ne ha sempre diffidato:

forse perché non ha mai trovato qualcuno

che gliela facesse amare.

 

Delle idee che vengono in mente, quali attecchiscono e perché altre invece vengono abbandonate? Mentre si scrive un libro, a che punto si capisce se vale la pena continuare? E una volta finito, chi è meglio sia il suo primo lettore? E il suo giudizio, sarà attendibile? Dai grandi quesiti letterari, si passa poco alla volta agli aspetti pratici che possono decidere la fortuna di un libro: in che modo lo si prepara per la pubblicazione, quante volte viene corretto, come si sceglie un titolo, una copertina, e la frase da mettere sul risvolto… con esempi che riguardano l’Italia e lo scrivere in italiano, certo, ma che attingono anche allo sterminato repertorio di tutte le letterature, dalle saghe vichinghe fino a Sepulveda. Nelle ot to lezioni di Oro colato di Albinati s’incontrano gli argomenti più disparati: il rapporto tra ozio e lavoro, seduzione e servitù, il consenso informato, la commedia all’italiana e le agende Moleskine, i Buddha di Bamyian e il fallimento del Concorde… Albinati tenta di risalire dal libro stampato al momento della sua scrittura fino allo spunto che ha dato inizio, nella mente e negli occhi di un scrittore, al processo creativo. Ricordi personali, fantasie, visioni, fatti realmente accaduti, prestiti e furti, letture, spirito di nostalgia o di vendetta, tutto può diventare occasione per narrare.

 

Da dove vengono le idee con cui formiamo una storia?

 In quale luogo si trova l’immagine intorno a cui cresce una poesia?

 

“In letteratura la fecondazione e tutte le altre contaminazioni possibili avvengono senza bisogno di un rapporto completo, per sfregamento, a distanza, per interposta persona… inghiottendo l’oggetto del desiderio, aspirando il fumo di una pentola… fissando a lungo un’immagine in fondo a un pozzo. Basta toccare lo stesso calice toccato dall’amata, per sentire le mani intrecciarsi. Semplicemente sognando il proprio innamorato lontano, la ragazza resta incinta del seme che il ragazzo aveva versato sognando di lei. La letteratura è il luogo di molti paradossi e di azioni e rituali che all’inizio sembrano andare in direzione diametralmente opposta a quella che poi sarà il loro effettivo risultato: come il cavaliere che prima di mettersi al servizio di Cristo, gli sputa addosso. Il distacco più brutale dà inizio alla fusione più completa.”

 

EDOARDO ALBINATI (Roma, 1956) ha pubblicato libri di narrativa e poesia, tra cui Arabeschi della vita morale (Longanesi, 1988), Il polacco lavatore di vetri (Longanesi,1989) Orti di guerra (Fazi,1997) Maggio selvaggio (Mondadori,1999) 19 (Mondadori, 2001) Sintassi italiana (Guanda, 2002) Svenimenti (premio Viareggio 2004, Einaudi 2004-Fandango2010), Tuttalpiù muoio (scritto con Filippo Timi, Fandango, 2006), Guerra alla tristezza (Fandango, 2009). Dal 1994 insegna presso il penitenziario di Rebibbia a Roma. Il suo libro più recente è Vita e morte di un ingegnere (Mondadori, 2012).

 

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