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Domenica, 01 agosto 2010
 
Libri > 2006  > Ritratti - Mario Rigoni Stern
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Ritratti - Mario Rigoni Stern

Nell’arco di tre giornate Mario Rigoni Stern narra a Marco Paolini la sua vita.

 

La prima giornata, dopo una breve introduzione che ci racconta la formazione sentimentale di un bambino cresciuto tra le montagne, è totalmente dedicata al racconto della giovinezza tra il ’38 e il ’45, come soldato nella seconda guerra mondiale.


La seconda giornata è dedicata al tempo del ritorno e al difficile reinserimento nella vita normale. Si parla anche dell’altopiano di Asiago come luogo emblematico, microcosmo totale, di cui Rigoni Stern è voce e coscienza.


 

Nella terza giornata, rispondendo alle domande di Marco Paolini, Mario Rigoni Stern riflette su questo presente, parla di natura, memoria e responsabilità. Della gioia che dà un lavoro ben fatto, sia esso manuale che intellettuale.


 

Questo ritratto è anche la storia di un incontro tra un uomo, che ha tanta vita dietro le spalle, e un uomo più giovane, che vive nel presente ma ha bisogno di capire ciò che prima è stato.

 

 

 

un progetto di Michela Signori

per Jolefilm,

prodotto da

Francesco Bonsembiante

per Regione del Veneto e

Vesna Film.

 


Il cofanetto propone per la prima volta il dvd del film con contributi speciali inediti e il volume con i dialoghi fra Mario Rigoni Stern e Marco Paolini,

 

con una nuova introduzione di Eraldo Affinati.

 

 

 

 

 

>>> Presentazione del Film

alla Casa della Letteratura

 

 

 

 

 

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Mario Rigoni Stern ha vissuto questo secolo come un personaggio omerico, con la stessa pazienza, lo stesso coraggio, la stessa speranza in un disegno. I suoi occhi, il suo sguardo sono puri come la neve, ne hanno la stessa limpidezza, lo stesso candore. È un uomo di montagna abituato a camminare, e camminando ha attraversato in lungo e in largo questo martoriato continente. Come un padre mitico ha sempre avuto al primo posto della sua scala etica il senso di responsabilità. Non ha mai abbandonato nessuno lungo il suo cammino, che fossero soldati amici o nemici, o persone perdute tra le montagne. Se li è caricati sulle spalle e li ha riportati a casa. Ciò che non ha potuto portare indietro ha deciso di raccontarlo, per non dimenticare.”


                                                           Dalle Note di regia di Carlo Mazzacurati

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