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Martedì, 09 febbraio 2010
 
Libri > 2009  > Un paradiso all'inferno di Rebecca Solnit
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Un paradiso all'inferno di Rebecca Solnit

Chi sei? Chi siamo? In tempi di crisi e disastri queste domande sono questione di vita o di morte. Migliaia di persone sono sopravvissute all’uragano Katrina perché nipoti, zii, vicini di casa o perfetti sconosciuti li hanno raggiunti e nonostante il pericolo, tratti in salvo e perché un’armata di proprietari di barche più o meno grandi ha invaso New Orleans sfidando l’esercito americano e ha tirato giù dai tetti intere famiglie. Centinaia di persone sono invece morte come conseguenza del disastro naturale perché altre persone, inclusa la polizia, i vigilanti, l’esercito e i media hanno deciso fosse troppo pericoloso evacuare i cittadini di New Orleans dalla città allagata e infetta, perfino portare in salvo i malati dagli ospedali pareva essere un eccessivo azzardo. L’uragano Katrina è stato un esempio estremo ed epico di quello che può accadere durante una calamità naturale. Al risveglio dopo un terremoto, un bombardamento o una tempesta catastrofica, la maggior parte delle persone che ne è vittima si scopre altruista, impegnata quotidianamente per la propria cura e sopravvivenza e per quella degli altri. L’immagine di un’umanità egoista e impaurita, dopo un disastro naturale si affievolisce a favore di una riscoperta della solidarietà.


Dall’altra parte però, coloro i quali sono chiamati istituzionalmente a proteggere, a salvare, a ripristinare l’ordine spesso non sono all’altezza del compito affidatogli ma convinti di essere dalla parte del giusto, continuano per la loro strada anche con misure estreme e violente. Dal terremoto di san Francisco del 1906 fino all’uragano Katrina che ha distrutto la città di New Orleans nel 2005, passando per l’11 settembre, lo tsunami del dicembre 2004 e altre calamità naturali che hanno sconvolte le vite di centinaia di migliaia di persone e devastato kilometri quadri di insediamenti, Rebecca Solnit restituisce la speranza. Anche nelle più nere avversità si può trovare una via di fuga, una possibile rinascita. Un paradiso all’inferno, appunto. Comunità solidali come quelle che racconta Rebecca Solnit hanno visto la luce anche in Abruzzo, subito dopo il terribile terremoto che ha devastato L’Aquila e molti paesi limitrofi, il 6 aprile 2009.


Andrea Spila ci racconta, in un intenso capitolo che fa da appendice all’edizione italiana di Un paradiso all’inferno, la sua esperienza e i suoi incontri con la variegata umanità che ha immediatamente reagito al disastro senza aspettare l’aiuto dalle istituzioni e che ha contribuito alla rinascita di una società fatta di relazioni, mutuo soccorso e creatività.


Rebecca Solnit ha pubblicato diverse opere di saggistica, tra cui Storia del camminare (Bruno Mondadori, 2005) e Speranza nel buio (Fandango Libri, 2005). Vive a San Francisco e per il suo impegno culturale e politico viene considerata l’erede di Susan Sontag. I suoi articoli sono pubblicati in Italia da Internazionale.


 

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