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Martedì, 09 febbraio 2010
 
Film Prodotti  > Cosmonauta, un film di Susanna Nicchiarelli
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Cosmonauta, un film di Susanna Nicchiarelli

 

È il 1957, la cagnetta Laika è stata appena mandata nello spazio dai sovietici, Luciana ha nove anni e sul più bello scappa dalla cerimonia della comunione: “Io là non ci torno perché sono comunista!”. È stato suo fratello più grande a trasmetterle la passione per la politica: un ragazzo strano, Arturo, che vive in un mondo tutto suo, forse per colpa delle medicine che prende per l’epilessia … è fissato con l’Unione Sovietica e soprattutto con la corsa allo spazio, tanto che parla solo di quello, e crescendo Luciana comincia a vergognarsi di questo fratellone un po’ bizzarro. In famiglia poi, la ragazza non fa altro che litigare: Luciana non sopporta il patrigno, la sua casa, i suoi soldi, e il modo in cui cerca di farle da padre.
A quindici anni Luciana è già entrata a far parte del circolo della FIGC locale, nella sezione che frequentava suo padre, morto ormai da tanto tempo e che tutti ricordano come un “vero comunista”. Con i giovani compagni di partito Luciana vive i suoi primi amori e i suoi primi tradimenti, combinando guai a più non posso … La verità però è che nel 1963, anche fra comunisti, avere più di un fidanzato e rubare il ragazzo a una compagna sono cose che non si fanno, e Luciana è troppo aggressiva, troppo impulsiva, troppo spregiudicata. Quando riceverà la condanna da parte dei compagni adulti della sezione, suo fratello non sarà più accanto a lei come quando erano piccoli per sostenerla e consolarla. Allora Luciana, come Valentina Tereshkova, la prima donna cosmonauta, dovrà fare tutto da sé.

 

VINCITORE DELLA SEZIONE CONTROCAMPO ITALIANO ALLA 66° EDIZIONE DEL FESTIVAL DI VENEZIA AL CINEMA DALL' 11 SETTEMBRE

 

GUARDA IL TRAILER 
 

un film di Susanna Nicchiarelli

con Claudia Pandolfi, Sergio Rubini, Angelo Orlando
e Susanna Nicchiarelli

e per la prima volta sullo schermo Miriana Raschillà

una produzione Fandango in collaborazione con Rai Cinema

 

Distribuito in Italia da Fandango Distribuzione

 

CAST TECNICO

REGIA SUSANNA NICCHIARELLI
SCENEGGIATURA SUSANNA NICCHIARELLI e TERESA CIABATTI
DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA GHERARDO GOSSI
MONTAGGIO STEFANO CRAVERO
SCENOGRAFIA ALESSANDRO VANNUCCI
COSTUMI FRANCESCA CASCIELLO
SUONO MARICETTA LOMBARDO

MUSICHE GATTO CILIEGIA E IL GRANDE FREDDO, MAX CASACCI

ORGANIZZATORE GENERALE GIAN LUCA CHIARETTI
DIRETTORE DI PRODUZIONE MICHELA ROSSI
AIUTO REGISTA DAVID MARIA PUTORTI’
PRODOTTO DA DOMENICO PROCACCI

 

CAST ARTISTICO

CLAUDIA PANDOLFI Rosalba
SERGIO RUBINI Armando
MIRIANA RASCHILLA’ Luciana
PIETRO DEL GIUDICE Arturo
SUSANNA NICCHIARELLI Marisa
ANGELO ORLANDO Leonardo
 
Italia, 2008
Colore - 35 mm

Durata 85 min

 

Note di Regia

 

L’epoca nella quale è ambientato il film è un’epoca finita, dimenticata: le passioni politiche che l’animavano sono svanite, sono scomparsi i luoghi in cui queste passioni venivano vissute e condivise, è addirittura scomparsa una delle due nazioni che si contendeva con gli Stati Uniti il primato mondiale; parlare di “corsa allo spazio” oramai non significa più nulla, e la gente ha cominciato anche a dimenticare i nomi di quei primi cosmonauti che allora si credeva avrebbero lasciato una traccia indelebile per le generazioni future. Un’ambientazione storica così sconosciuta e al tempo stesso così vicina nel tempo contribuisce a dare una veste fiabesca ed irreale ad una vicenda come quella di Luciana, una storia di formazione, una parabola tipica dell’adolescenza: lo spettatore che sa com’è andata a finire la Guerra Fredda non potrà che prendere le distanze dai sogni di Luciana e Arturo, e questo gli permetterà di vedere con più leggerezza ed ironia le ingenuità e le illusioni dei due protagonisti.


Tuttavia, il film cerca di andare al di là della mera ricostruzione storica, che rischiava di apparire fine a se stessa e didascalica. La volontà era invece proprio quella di raccontare, attraverso un’ ambientazione così particolare, una specie di favola senza tempo, dove i sogni di conquista dei cosmonauti (presenti con i loro volti e i loro sorrisi nel montaggio del materiale di repertorio) s’incrociassero con quelli dei ragazzi, ricreando quell’atmosfera di fascinazione e d’incanto tipica degli anni dell’adolescenza. Avvicinando poi la musica ai gusti dei ragazzi che oggi hanno l’età di Luciana, grazie all’atmosfera creata in combinazione con le scenografie, i costumi e la fotografia, ho cercato di dare alla storia delle caratteristiche più “universali”, per attualizzare il passato, o meglio per vederlo sempre con gli occhi del presente, combinando così elementi e colori dell’epoca con una musica con sonorità più che contemporanee (e mi riferisco sia alle cover delle canzoni anni Sessanta prodotte e supervisionate da Max Casacci dei Subsonica, che alle musiche strumentali dei Gatto Ciliegia).

 

 

 

La storia di Luciana mi è servita, come credo e spero, per raccontare un pezzo di storia del mio paese, un’epoca ormai dimenticata in cui la competizione tra due visioni del mondo divideva le nazioni e si giocava nell’orbita terrestre e nello spazio circostante il nostro pianeta. Ma la vicenda di Luciana dimostra anche qualcosa che va al di là dell’epoca in cui si svolge: essa indica come in un percorso di formazione si cerchino spesso altrove, nell’appartenenza ad un gruppo, in simboli e in definizioni inventate da altri, quei punti di riferimento che invece andrebbero cercati in noi stessi. Per chi come me è cresciuto nell’epoca della fine delle ideologie è importante, infatti, poter capire come, anche ai tempi di Luciana, quando le ideologie c’erano ed erano ben consolidate, i giovani e i meno giovani non avessero affatto più certezze di oggi. Le delusioni di Luciana, di una ragazza che cresce e deve imparare ad accettare non soltanto la propria fragilità, ma soprattutto le debolezze e le mancanze di chi la circonda, dimostrano fino a che punto, in un modo o nell’altro, bisogna imparare a fare i conti con la sconfitta per poter davvero cominciare a crescere.

 

 

Susanna Nicchiarelli

 

Laurea in filosofia (La Sapienza, Roma)
Perfezionamento in filosofia (Scuola Normale Superiore di Pisa)
Diploma di Regia (Centro Sperimentale di Cinematografia)


COSMONAUTA è il suo primo lungometraggio.

 

Cortometraggi e mediometraggi:
2009 “Sputnik 5” Cortometraggio di animazione
2005 “Giovanna Z. Una storia d’amore.” Cortometraggio.
2004 “Uomini e Zanzare” Mediometraggio.
2003 “Il Linguaggio dell’Amore” Cortometraggio.
2002 “La Madonna nel Frigorifero” Cortometraggio.

 

Documentari:
2009 “L’Ultima Sentinella”
2003 “Il Terzo Occhio”
2001 “Ca Cri Do Bo – I Diari della Sacher”

 

 


Sulle Musiche

 

Nella scelta della colonna sonora, la regista ha optato per una reinterpretazione di alcune delle canzoni in voga negli anni sessanta i cui testi ben si adattano alla trama di Cosmonauta. La scelta di coinvolgere Max Casacci dei Subsonica, è stata fortemente voluta avendo Casacci già affrontato il percorso di aggiornamento di alcuni classici di quegli anni, trovando un interessante connubio tra originalità e modernità. La voglia era quella di trasportare ai nostri giorni l'adolescenza di Luciana, senza ricorrere alle facili nostalgie che l'uso dei pezzi originali avrebbe evocato. Max Casacci -supervisione alle musiche. Chitarrista, produttore e autore con i Subsonica.In Casasonica ha prodotto nel 2007 “CUORE”, album di Robertina & Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo, dal quale sono estratte due delle canzoni usate nel film (“Cuore” e “Io che amo solo te”). Si è occupato poi della produzione ad hoc per Cosmonauta delle altre tre cover coadiuvato dai collaboratori di sempre Ale Bavo, Rockinrudy e Gianni Condina.

 

coordinamento musicale Fandango Giovanni Guardi


Le canzoni:

 

NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE
(Mario Panzeri/Miki Del Prete/Luciano Beretta/ Daniele Pace)
© 1966 Sugarmusic
è eseguita da ROBERTINA
produzione artistica Max Casacci e Rockinrudy
assistente alla produzione Ale Bavo
registrato e mixato in Casasonica Studio da Max Casacci e Gianni Condina
assistenti di studio Claudio Accatino e Manuele Miceli
(P) 2009 Fandango

 

È LA PIOGGIA CHE VA (REMEMBER THE RAIN)
(Mogol/Bob Lind)
© 1971 Emi Catalogue Partnership Italy
è eseguita dai VIRGINIANA MILLER
produzione artistica Ale Bavo
registrato e mixato in Casasonica Studio da Gianni Condina
supervisione Max Casacci
assistenti di studio Claudio Accatino e Manuele Miceli
(P) 2009 Fandango

 

CUORE  (HEART)
(Barry Mann/Cynthia Weil/Carlo Rossi)
© 1963 Emi Music Publishing
è eseguita da ROBERTINA & GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO
Produzione Artistica Ale Bavo e Max Casacci


Registrato e Mixato in Casasonica Studio da Max Casacci e Gianni Condina
(P) 2007 Casasonica
per gentile concessione Casasonica

 

CUORE MATTO
(Toto Savio/Armando Ambrosino)
© 1967 Edizioni Chappell/ Fonit Cetra Music Publishing
è eseguita dai SIKITIKIS
produzione artistica Max Casacci
assistente alla produzione Ale Bavo
registrato e mixato in Casasonica Studio da Gianni Condina e Max Casacci
assistenti di studio Claudio Accatino e Manuele Miceli
(P) 2009 Fandango

 

IO CHE AMO SOLO TE
(Sergio Endrigo)
© 1962 Universal Music Publishing Ricordi
è eseguita da ROBERTINA & GATTO CILIEGIA CONTRO IL GRANDE FREDDO
produzione artistica Ale Bavo e Max Casacci
registrato e mixato in Casasonica Studio da Max Casacci e Gianni Condina
(P) 2007 Casasonica
per gentile concessione Casasonica

studio manager Casasonica Paola Cuniberti e Silvia Magon

 


Brani strumentali di Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo


Progetto strumentale costituito a Torino nella primavera del '99 da Fabio Perugia, Max Viale e Gianluca Della Torca.  L’album di debutto, senza titolo, uscito nel 2000 (Beware/Wide) li definisce da subito, all’unanimità della critica una sorprendente rivelazione in un nascente panorama “post rock” nazionale, riconoscendone atipicità e originalità. Cinque album (+ una colonna sonora originale) con le più interessanti realtà discografiche indipendenti, concerti, partecipazioni a importanti festival e sonorizzazioni, collaborazioni con registi per film e documentari, spettacoli teatrali, con scrittori e musicisti: il gruppo viene decretato dalla critica come tra i più attivi e importanti dell’indie italiano, dal suono riconoscibile e dalla singolarissima capacità evocativa.


Per Cosmonauta hanno collaborato con Susanna Nicchiarelli scegliendo tra tutto il loro repertorio i brani che potevano diventare la colonna sonora del film. Stupendosi essi per primi di come brani già esistenti possano sembrare davvero scritti apposta per raccontare Luciana e il suo mondo.

 

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