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Martedì, 09 febbraio 2010
 
Libri > 2006  > Un Solitario Amore
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Un Solitario Amore

Fandango Libri

presenta

 

BEPPE SALVIA
UN SOLITARIO AMORE

Poesie e prose 1978-1984
 

 

A più di vent’anni dalla sua morte Fandango Libri ripropone l’opera poetica completa e gli inediti, in poesia e in prosa, di Beppe Salvia; della sua scrittura è stato detto “raramente nella poesia degli ultimi vent’anni abbiamo avuto modo di ascoltare versi più lievi, più chiari, più volatili di questi”.

 
È un’esperienza irrinunciabile, per tutti coloro che amano la grande poesia, la conoscenza estesa e ravvicinata del talento di BeppeSalvia.

 

I suoi primi lettori già presentivano
di trovarsi di fronte a un vero e proprio
“classico”. A più di vent’anni dalla sua fine prematura, oggi possiamo riconoscere nella sua opera un tassello fondamentale della storia della poesia lirica italiana del secondo Novecento.

E questo libro intende dare corpo
e piena visibilità a quello che, col passare del tempo, è diventato un vero e proprio mito, mentre i pochi libri e le riviste che ospitavano i versi di Salvia rimanevano introvabili o molto difficilmente reperibili.


Nelle pagine di Un solitario amore, sia coloro che già conoscono le poesie di Salvia sia gli altri scopriranno la traccia ancora incandescente di una carriera artistica consumata in pochi anni, ma già perfettamente compiuta
nei suoi risultati più alti e inimitabili. Molto raramente un’opera che proviene dal passato potrà apparire, come questa, ancora così ricca di futuro.

 

 

“abbiamo nel cuore un solitario/ amore, nostra vita infinita,/ e negli occhi il cielo per nostro/ vario cammino”.

 

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La sua poesia, che ha una luce di giovinezza e di alba e
nello stesso tempo qualcosa appunto di terribilmente teso
verso lontananze imprendibili, lascia una parola lacerata
fra gli uomini e la volontà di riprendere contatto con il
‘cuore’ del mondo.”

Andrea Zanzotto


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al Caffè Fandango

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con accompagnamento musicale dei Virginianan Miller

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Beppe Salvia nasce a Potenza nel 1954.
Nel 1972 si trasferisce a Roma, dove già dalla fine degli anni Settanta è tra i protagonisti del nuovo e vivace clima che si va formando in quegli anni insieme ad altri poeti e pittori coetanei.

 

Dal 1978 inizia a pubblicare nelle riviste “Prato Pagano”, “Braci” e “Nuovi Argomenti”. Muore il 6 aprile 1985.

 

I suoi tre libri di poesia sono pubblicati postumi: Estate di Elisa Sansovino (Quaderni di Prato Pagano, Il Melograno-Abete Edizioni, 1985), Cuore (cieli celesti)(Rotundo, 1988),

Elemosine Eleusine (Edizioni della Cometa, 1989).


Nel 2004 Pasquale Di Palmo cura una raccolta dei suoi versi, I begli occhi del ladro (Il Ponte Del Sale).

 

Sue poesie sono pubblicate nelle antologie: Nuovi poeti italiani contemporanei a cura di R. Galaverni (Guaraldi,
1996); Antologia di poesia europea a cura di  F. Loi e D. Rondoni (Garzanti, 2001); Parola plurale a cura di G. Alfano, A. Baldacci, C. Bello Minciacchi, A. Cortellessa, M. Manganelli, R. Scarpa, F. Zinelli, P. Zublena (Luca Sossella, 2005).


L’Introduzione a Un solitario amore è di Emanuele Trevi. L’edizione è a cura di Flavia Giacomozzi e Emanuele Trevi.

 

L’acquerello in copertina è di Giosetta Fioroni.


Emanuele Trevi: uno dei critici e scrittori più promettenti della nuova generazione, è nato nel 1964 a Roma, dove vive. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi. Collabora al Manifesto ed è redattore di Nuovi Argomenti. Tra le sue pubblicazioni I cani del nulla; Una storia vera (Einaudi, 2003); Senza verso; Un’estate a Roma (Laterza, 2004).

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Questa è la nostra vita. Questi nostri 
volti vagabondi come musi
di cani ci somigliano.
Il vento
il sole, le corolle rosse e blu,
i sogni mai sognati i nostri sogni
questa è la nostra vita e nulla più.
Sembra d’aver
qui nella casa un’altra casa,
d’ombra,
e nella vita un’altra vita
eterna.

 

 


M’innamoro di cose lontane e vicine,
lavoro e sono rispettato, infine
anch’io ho trovato un leggero confine,
a questo mondo che non si può fuggire.
Forse scopriranno una nuova legge
universale, e altre cose e uomini
impareremo ad amare. Ma io ho nostalgia
delle cose impossibili, voglio tornare
indietro. Domani mi licenzio, e bevo
e vedo chimere e sento scomparire
lontane cose e vicine.

 

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